Autoritratto

Foto-Montaggio (1954)

 

Genio dell'apparire

 

 

 

Fino agli anni Sessanta (muore, infatti, l’11 ottobre 1963 a Milly) Jean Cocteau  è stato uno degli artisti più noti ed acclamati del XX Secolo. Poeta, scrittore, drammaturgo, pittore, regista teatrale e cinematografico Jean Cocteau nasce a Maisons Laffitte (zona residenziale alle porte di Parigi) il 5 luglio 1889. Terzo figlio di una famiglia borghese    (suo padre Georges era avvocato), Jean mostra, fin da bambino, una forte attrazione per il teatro. Di salute cagionevole (per cui è obbligato a restare per lunghi periodi relegato in casa) ha, come quasi unico svago, la possibilità di costruire, nel giardino di casa, teatrini e palcoscenici ed improvvisare piccole recite. Questa sua infanzia fantasiosa e sognante viene, però, improvvisamente turbata nel 1898; suo padre si suicida (pare avesse preoccupazioni finanziari) e la famiglia è costretta a lasciare Maison Laffitte e trasferirsi a Parigi nella casa del nonno (musicista dilettante). Qui dopo un periodo scolastico non eccessivamente brillante e la misteriosa espulsione dal liceo Fénelon, il giovane Cocteau comincia a scrivere poesie ed a frequentare assiduamente l’intellighenzia internazionale. Dopo un periodo iniziale di approccio, l’incontro che gli aprirà la strada alla fantasia sarà con Sergej Diaghilev (impresario dei Balletti Russi) che gli commissionerà  Le Dieu bleu. La svolta radicale alla sua arte sarà però determinata dall’aver visto e apprezzato La sacre du printemps di Stravinskij. I risultati immediati sono il nuovo spettacolo David e il successivo romanzo Le Potomak. Nel ’14 scoppia la grande guerra e Cocteau, vi prende parte come guidatore d’ambulanze a Reims e l’anno seguente come fante con i fucilieri di marina a Nieuport. Entrambe l’esperienze saranno il tema portante del romanzo Thomas l’impostore. Sempre nel 1914 fonda con Paul Iribe la rivista Le mot  e conosce Derain e Satie,  Nel 1916 viene trasferito a Parigi nel Servizio Propaganda del Ministero degli Esteri ed inizia a frequentare l’ambiente di Montparnasse. Qui conosce Apollinaire, Modiglioni, Max Jacob, Andrè Salomon, Blaise Cedras con il quale foderà una Casa editrice. Nel ’17 alla Chatelet  va in scena Parade il Balletto che vede la collaborazione di Picasso (costumi) Satie (musica) Massine (coreografie) e che desterà scandalo e polemiche a non finire. A Cocteau però non viene riconosciuto il ruolo d’ideatore. Nel ’18 pubblica Le coq e l’arlequin  testo che verrà assunto come manifesto programmatico dal Gruppo dei Sei. In quegli anni Cocteau si lega con il giovane poeta Jean Le Roy il primo e non certamente l’ultimo delle sue frequentazioni maschili che avranno l’unione più importante, con il giovane ed estroso scrittore Raymond Radiguez. Malgrado tra i due ci fosse una notevole differenza d’età, Radiguez sarà il mentore di Cocteau a gli insegnerà a seguire un ideale classico decisamente lontano, in quegli anni, dagli orientamenti delle avanguardie.

Tra il 1920 e il 1921 verranno messi in scena Le boeuf su le toit e Les mariees de la tour Eiffel; due balletti, sempre musicati dal Gruppo dei Sei che otterranno un discreto successo. Quegli anni saranno per Cacteau un periodo di fervida produzione che purtroppo verrà interrotto (nel 1923) dalla morte improvvisa di Radiguez vittima di un tifo curato troppo tardivamente. La perdita dell’amico porterà Cocteau a cercare evasione nell’oppio. Nel 25 nel bel mezzo di una crisi religiosa dovuta alla frequentazione di Jacques Maritain inizia un periodo di disintossicazione. Contemporaneamente si acuiscono gli scontri con i Surrealisti i quali con Soupault arriveranno ad organizzare delle serate di denigrazione contro Cocteau fino al punto di telefonare alla madre del poeta annunciandole la morte del figlio.

La fine degli anni venti segnerà una nuova fase d’attività creatrice. Vedranno così la luce le poesie di Opera i romanzi Le livre blanc e Les Enfants terribles il monologo La voix humaine: Opium e il suo primo film Le sang d’un poete. Sempre nei primi anni trenta Cocteau scriverà per il teatro Le fantome de Marseille e La machine infernale- Su di una nave, mentre in compagnia di Marcelle Khill, sta compiendo il giro del mondo sull’itinerario di Verne, Cocteau incontra Charlie Chaplin e Paulette Goddard. Coll’attore e regista inglese nascerà una vera e grande amicizia.

L’anno seguente durante i provini per Oedipo Roi avrà l’incontro che darà inizio al suo lungo sodalizio con Jean Marais. Da quel momento Marais sarà l’interprete principale di quasi tutti i nuovi lavori cinematografici e teatrali del poeta. L’occupazione nazista in seguito della caduta della Francia porrà non pochi problemi all’attività di Cocteau, La Machine a ecrire vedrà la reazione immediata della critica collaborazionista e il veto successivo alla rappresentazione dei Parenti difficili. Il 1930 è l’anno in cui Cocteau comincia a girare film. Le sang du poete incentrato su di una mitologia personale del poeta  vede l’uso dello specchio come transito tra realtà e surrealtà; specchio che verrà pure usato in Orpheus. La bella e la bestia avrà un notevole successo anche di pubblico e consacrerà Cocteau regista di una filmografia fantastica. Forse da questa esperienza nasce nel poeta il desiderio di abbandonare l’avanguardia per una ricerca più remunerativa e concreta. Si dedica così alla grafica, alla pittura parietale, alla ceramica e al design. Sono gli ultimi trent’anni della sua vita che, come si evince, è stata più che intensa. Decisamente sopra le righe. Esposta alle critiche ma anche ai successi salottieri. Di Jean Cocteau si potrà dire che è stato un artista estroso, versatile, curioso ma mai un artista che ha segnato, con la sua opera, un innovativo momento. A quasi cinquant’anni dalla sua morte le sue opere appaiono purtroppo velate dal tempo. Vintage di un personaggio dotato che più di approfondire e sperimentare ha seguito le sirene della mondanità e del piacere di ammaliare.