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Fino agli anni Sessanta (muore, infatti,
l’11 ottobre 1963 a Milly) Jean Cocteau è stato uno
degli artisti più noti ed acclamati del XX Secolo.
Poeta, scrittore, drammaturgo, pittore, regista teatrale
e cinematografico Jean Cocteau nasce a Maisons Laffitte
(zona residenziale alle porte di Parigi) il 5 luglio
1889. Terzo figlio di una famiglia borghese (suo padre
Georges era avvocato), Jean mostra, fin da bambino, una
forte attrazione per il teatro. Di salute cagionevole
(per cui è obbligato a restare per lunghi periodi
relegato in casa) ha, come quasi unico svago, la
possibilità di costruire, nel giardino di casa, teatrini
e palcoscenici ed improvvisare piccole recite. Questa
sua infanzia fantasiosa e sognante viene, però,
improvvisamente turbata nel 1898; suo padre si suicida
(pare avesse preoccupazioni finanziari) e la famiglia è
costretta a lasciare Maison Laffitte e trasferirsi a
Parigi nella casa del nonno (musicista dilettante). Qui
dopo un periodo scolastico non eccessivamente brillante
e la misteriosa espulsione dal liceo Fénelon, il giovane
Cocteau comincia a scrivere poesie ed a frequentare
assiduamente l’intellighenzia internazionale. Dopo un
periodo iniziale di approccio, l’incontro che gli aprirà
la strada alla fantasia sarà con Sergej Diaghilev
(impresario dei Balletti Russi) che gli commissionerà Le
Dieu bleu. La svolta radicale alla sua arte sarà
però determinata dall’aver visto e apprezzato La
sacre du printemps di Stravinskij. I
risultati immediati sono il nuovo spettacolo David
e il successivo romanzo Le Potomak. Nel ’14
scoppia la grande guerra e Cocteau, vi prende parte come
guidatore d’ambulanze a Reims e l’anno seguente come
fante con i fucilieri di marina a Nieuport. Entrambe
l’esperienze saranno il tema portante del romanzo
Thomas l’impostore. Sempre nel 1914 fonda con Paul
Iribe la rivista Le mot e conosce Derain e Satie,
Nel 1916 viene trasferito a Parigi nel Servizio
Propaganda del Ministero degli Esteri ed inizia a
frequentare l’ambiente di Montparnasse. Qui conosce
Apollinaire, Modiglioni, Max Jacob, Andrè Salomon,
Blaise Cedras con il quale foderà una Casa editrice. Nel
’17 alla Chatelet va in scena Parade il Balletto
che vede la collaborazione di Picasso (costumi) Satie
(musica) Massine (coreografie) e che desterà scandalo e
polemiche a non finire. A Cocteau però non viene
riconosciuto il ruolo d’ideatore. Nel ’18 pubblica Le
coq e l’arlequin testo che verrà assunto come
manifesto programmatico dal Gruppo dei Sei. In quegli
anni Cocteau si lega con il giovane poeta Jean Le Roy il
primo e non certamente l’ultimo delle sue frequentazioni
maschili che avranno l’unione più importante, con il
giovane ed estroso scrittore Raymond Radiguez. Malgrado
tra i due ci fosse una notevole differenza d’età,
Radiguez sarà il mentore di Cocteau a gli insegnerà a
seguire un ideale classico decisamente lontano, in
quegli anni, dagli orientamenti delle avanguardie.
Tra il 1920 e il 1921 verranno messi in scena Le
boeuf su le toit e Les mariees de la tour Eiffel;
due balletti, sempre musicati dal Gruppo dei Sei che
otterranno un discreto successo. Quegli anni saranno per
Cacteau un periodo di fervida produzione che purtroppo
verrà interrotto (nel 1923) dalla morte improvvisa di
Radiguez vittima di un tifo curato troppo tardivamente.
La perdita dell’amico porterà Cocteau a cercare evasione
nell’oppio. Nel 25 nel bel mezzo di una crisi religiosa
dovuta alla frequentazione di Jacques Maritain inizia un
periodo di disintossicazione. Contemporaneamente si
acuiscono gli scontri con i Surrealisti i quali con
Soupault arriveranno ad organizzare delle serate di
denigrazione contro Cocteau fino al punto di telefonare
alla madre del poeta annunciandole la morte del figlio.
La fine degli anni venti segnerà una nuova fase
d’attività creatrice. Vedranno così la luce le poesie di
Opera i romanzi Le livre blanc e Les
Enfants terribles il monologo La voix
humaine: Opium e il suo primo film Le sang d’un
poete. Sempre nei primi anni trenta Cocteau scriverà
per il teatro Le fantome de Marseille e La
machine infernale- Su di una nave, mentre in
compagnia di Marcelle Khill, sta compiendo il giro del
mondo sull’itinerario di Verne, Cocteau incontra Charlie
Chaplin e Paulette Goddard. Coll’attore e regista
inglese nascerà una vera e grande amicizia.
L’anno
seguente durante i provini per Oedipo Roi avrà
l’incontro che darà inizio al suo lungo sodalizio con
Jean Marais. Da quel momento Marais sarà l’interprete
principale di quasi tutti i nuovi lavori cinematografici
e teatrali del poeta. L’occupazione nazista in seguito
della caduta della Francia porrà non pochi problemi
all’attività di Cocteau, La Machine a ecrire
vedrà la reazione immediata della critica
collaborazionista e il veto successivo alla
rappresentazione dei Parenti difficili. Il 1930 è
l’anno in cui Cocteau comincia a girare film. Le sang
du poete incentrato su di una mitologia personale
del poeta vede l’uso dello specchio come transito tra
realtà e surrealtà; specchio che verrà pure usato in
Orpheus. La bella e la bestia avrà un
notevole successo anche di pubblico e consacrerà Cocteau
regista di una filmografia fantastica. Forse da questa
esperienza nasce nel poeta il desiderio di abbandonare
l’avanguardia per una ricerca più remunerativa e
concreta. Si dedica così alla grafica, alla pittura
parietale, alla ceramica e al design. Sono gli ultimi
trent’anni della sua vita che, come si evince, è stata
più che intensa. Decisamente sopra le righe. Esposta
alle critiche ma anche ai successi salottieri. Di Jean
Cocteau si potrà dire che è stato un artista estroso,
versatile, curioso ma mai un artista che ha segnato, con
la sua opera, un innovativo momento. A quasi
cinquant’anni dalla sua morte le sue opere appaiono
purtroppo velate dal tempo. Vintage di un
personaggio dotato che più di approfondire e
sperimentare ha seguito le sirene della mondanità e del
piacere di ammaliare.
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